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Ginseng afrodisiaco: cosa dice la scienza sulle sue proprietà?
Il profumo caldo del caffè al ginseng accompagna spesso le pause di metà giornata, quei momenti in cui cerchiamo una dolce ricarica e un sapore diverso dal solito caffè. Accanto al suo aroma avvolgente, però, continua a circolare una domanda affascinante: il ginseng è afrodisiaco? O è solo una leggenda? E, più nello specifico, cosa si può dire oggi sulle sue presunte proprietà sessuali?
Tra tradizione, racconti popolari e ricerche più recenti, il confine non è sempre semplice da tracciare. Proviamo a fare chiarezza, mantenendo lo sguardo su ciò che la conoscenza attuale può davvero confermare.
Nota divulgativa: le informazioni condivise non sostituiscono il parere di un professionista sanitario.
Dal mito alla scienza: perché il ginseng è considerato afrodisiaco
L’idea del ginseng come afrodisiaco affonda le sue radici nella storia della medicina tradizionale cinese e coreana, dove il Panax ginseng compare nei testi della dinastia Han (206 a.C. - 220 d.C.) come tonico universale per vitalità, resistenza e armonia del Qi.
La sua fama si è intrecciata anche a un elemento simbolico: la forma antropomorfa della radice, interpretata nelle culture antiche come segnale delle sue proprietà sul corpo umano, incluse, col tempo, quelle legate alla sfera sessuale. Successivamente in Corea, tra XVII e XVIII secolo, il Korean Red Ginseng (conosciuto di solito come ginseng rosso asiatico) acquisì uno status ancora più alto. Venne infatti considerato il più pregiato, e citato nelle farmacopee come rinvigorente di corpo e mente, valorizzato per colore, qualità e concentrazione di ginsenosidi. Quando poi il ginseng arrivò in Occidente tra fine Ottocento e inizi Novecento, queste storie viaggiarono attraverso fiere, farmacie e prime pubblicità, alimentando l’idea della “radice che dà forza”, forza spesso applicata anche all’ambito sessuale. Anche se oggi disponiamo di dati più rigorosi, questo bagaglio storico e simbolico continua a influenzare il modo in cui rappresentiamo il ginseng e le sue presunte proprietà sessuali.
Cosa dice la scienza oggi? Il ginseng è davvero afrodisiaco?
Negli ultimi anni il ginseng è stato studiato con sempre maggiore attenzione, soprattutto per il suo possibile ruolo nella sfera sessuale. I risultati però non sono uniformi. Inoltre non esiste un unico ginseng, e questo rende i confronti difficili. Le ricerche variano infatti per:
- specie utilizzata (Panax ginseng, Korean red ginseng, Panax quinquefolius)
- tipo di estratto (acquoso, etanolico, standardizzato, non standardizzato)
- concentrazione di ginsenosidi
- dosaggi e durata di somministrazione
Questa eterogeneità è uno dei motivi per cui alcuni studi mostrano benefici e altri invece risultati molto più discreti.
Ginseng e disfunzione erettile: cosa sappiamo a riguardo
Gran parte della ricerca sul ginseng si è focalizzata sul suo possibile ruolo nel benessere sessuale maschile. Una delle analisi più citate è la Cochrane Review, che ha osservato un miglioramento della funzione erettile rispetto al placebo, ma definendolo modesto. Anche altre meta-analisi confermano lo stesso schema. Qualche beneficio c’è, in particolare con il Korean Red Ginseng, ma si parla di miglioramenti limitati e non paragonabili ai farmaci specifici. Il quadro generale è quindi il seguente: effetti misurabili, ma di entità contenuta, per alcune persone possono essere percepibili, per altre no. Ed è proprio per questa variabilità che, se la disfunzione erettile è ricorrente, il ginseng non andrebbe usato come scusante per rimandare una valutazione clinica. La DE può avere cause differenti (vascolari, ormonali, psicologiche, metaboliche) e un professionista è l’unico in grado di capire il quadro completo e proporre un percorso realmente efficace.
I possibili meccanismi d’azione
Se le evidenze cliniche mostrano un beneficio lieve, gli studi di laboratorio aiutano a capire come il ginseng potrebbe contribuire al benessere sessuale. Le ipotesi più citate riguardano:
- aumento della produzione di ossido nitrico (NO), molecola chiave per la vasodilatazione e il flusso sanguigno;
- effetto tonico e antifatica, utile quando stanchezza e stress pesano sul desiderio o sulla risposta sessuale;
- azione adattogena, che può sostenere energia e percezione di vitalità nel complesso.
Nota importante e spesso ignorata: negli studi clinici vengono utilizzati estratti standardizzati con dosaggi definiti di ginsenosidi (spesso centinaia o migliaia di mg al giorno, per settimane). Si tratta quindi di formulazioni non comparabili con le classiche bevande al ginseng.
E per la sessualità femminile?
Gli studi sulla funzione sessuale femminile sono molti meno e coinvolgono gruppi molto specifici, come donne in menopausa con riduzione del desiderio. Anche queste ricerche riportano un miglioramento della risposta sessuale o del benessere generale, ma essendo i campioni piccoli, i risultati non permettono conclusioni nette. C’è quindi un interesse scientifico, ma servono studi più solidi per capire quanto il ginseng possa incidere davvero sulla libido o sulla risposta sessuale femminile. In parole semplici, le ricerche disponibili mostrano un potenziale effetto positivo, soprattutto negli uomini, ma con risultati modesti e molto variabili. Il ginseng può infatti contribuire al benessere generale e alla vitalità, ma non sostituire cure mediche né trattamenti specifici quando il problema è clinico.
Sicurezza e controindicazioni: cosa sapere davvero
Il ginseng è spesso pensato come qualcosa di naturale e quindi innocuo. In realtà, anche le radici più tradizionali possono avere effetti concreti sull’organismo e interagire quindi con, per esempio, farmaci o condizioni specifiche. Per questo vale la regola base Yoooki: piacere sì, improvvisazione no.
Interazioni farmacologiche possibili
Alcuni principi attivi del ginseng possono interferire con terapie che richiedono un equilibrio nel dosaggio molto preciso e delicato. Non è una questione di allarmismo, ma di consapevolezza. Ecco gli esempi più noti:
- Anticoagulanti/antiaggreganti (come il warfarin): il ginseng può ridurne o modificarne l’effetto.
- Antidiabetici: può influenzare i livelli glicemici, soprattutto negli estratti concentrati.
- Antipertensivi: in alcuni casi può alterare la risposta pressoria.
- Alcuni antidepressivi: sono segnalate possibili interazioni, motivo in più per parlarne col medico.
Per questo in caso di terapie o disturbi cronici, confrontarti con un professionista prima di assumere integratori o estratti presentati come miracolosi è sempre la scelta più sicura.
Effetti indesiderati del ginseng: i più comuni
Inoltre la maggior parte delle persone tollera bene il ginseng, ma alcune possibili reazioni note in soggetti particolarmente sensibili sono:
- insonnia o nervosismo (soprattutto in chi è sensibile agli stimolanti);
- cefalea;
- disturbi gastrointestinali.
Qui entra in gioco anche il caffè al ginseng: la classica bevanda contiene una quantità di caffeina che può addizionare il suo effetto a quello tonico del ginseng.
Quando serve un’ulteriore attenzione in più?
Il ginseng è generalmente ben tollerato, ma, soprattutto quando si parla di integratori, ci sono situazioni in cui è meglio chiedere un parere medico prima di usarlo in forma concentrata:
- gravidanza e allattamento, i dati sulla sicurezza in queste due casistiche sono ancora limitati;
- ipertensione o condizioni cardiovascolari instabili;
- disturbi d’ansia con sintomi fisici marcati;
- insufficienza renale o epatica, perché in questi casi la gestione degli integratori richiede un’attenzione maggiore.
Non significa che il ginseng è pericoloso di per sé: semplicemente, in alcune casistiche va valutato con un professionista se è adatto o se è meglio scegliere alternative.
Caffè al ginseng: controindicazioni pratiche
Chi beve il caffè al ginseng più per gusto che per le sue proprietà benefiche deve comunque tenere a mente alcuni aspetti:
- può contenere zuccheri aggiunti, quindi va moderato in caso di diete controllate o diabete;
- contiene caffeina, come anticipato poco prima, anche se in quantità variabili;
- non è adatto come sostituto di terapie o integratori, perché non contiene estratti standardizzati.
È un rituale caldo e piacevole, che, come ricordiamo sempre, va inserito con equilibrio nelle proprie abitudini.
Una nota sul fai-da-te
Quando si parla di energia o vitalità sessuale, alcuni prodotti “miracolosi” possono essere poco trasparenti negli ingredienti o nei dosaggi. Quindi ci teniamo a ricordarti che se stai vivendo una difficoltà sessuale ricorrente, il ginseng non andrebbe considerato come un sostituto di una valutazione professionale.
Ginseng afrodisiaco nella vita reale: cosa significa davvero
Alla luce di studi, tradizioni e formulazioni, è ora chiaro come il ginseng non agisca come un afrodisiaco immediato né come soluzione rapida ai disturbi sessuali. Il suo ruolo è più delicato e discreto: abbraccia l’energia, l’equilibrio e la percezione di benessere, aspetti che, a loro volta, possono sostenere anche la vita sessuale. La vitalità e il desiderio dipendono inoltre molto spesso da sonno, alimentazione, movimento e gestione dello stress. Il ginseng può affiancare questi pilastri, ma non sostituirli. Per questo entra più facilmente nella quotidianità come gesto di cura: attraverso una bevanda calda e cremosa, un piccolo rituale che aiuta a ricaricarsi e ad ascoltarsi un po’ di più. Ed è proprio in questa dimensione che si inserisce il caffè al ginseng Yoooki! Non una promessa miracolosa, ma un piacere semplice e costante, per accompagnare le tue giornate con dolcezza e naturalezza!

